Chi siamo, da dove veniamo, cosa facciamo e dove andremo sono tutte domande che ci poniamo quasi giornalmente ma cui difficilmente si può dare risposta. Il passato, però, lo conosciamo già, e questo può essere un buon punto di partenza per immaginare il futuro. Già da bambino ho avuto la possibilità di imparare cosa vuol dire andare in montagna, conoscere i pericoli, le fatiche e le soddisfazioni che questa passione può dare. Tutto questo mi è stato insegnato da mio padre che già da ragazzino mi portava ad arrampicare e a fare sci alpinismo; all'età di 9 anni mi portò sul San Matteo (m. 3678) e a fare lo spigolo 'Detassis' alla Corna Rossa sulle Dolomiti di Brenta. Ormai in me era scattata la scintilla... da quel momento la mia passione ha continuato ad aumentare e mi ha portato sul Gran Zebrù, sull'Ortles, sul Gran Paradiso, sul Bernina e su tante altre vette. A 14 anni ho smesso di andare in montagna fino ai 20 quando ho fatto il militare e mi sono accorto di aver lasciato la passione della mia vita per percorrere una strada sbagliata. Poco alla volta mi riavvicinai alla montagna e, col passare degli anni, ritrovai il piacere di questo sport trasmettendo tutto quello che sapevo alla mia ragazza sperando che ne facesse buon uso. Ora ho 24 anni e non mi seno affatto un "superalpinista", sono solo un ragazzo con una gran passione per la montagna che sicuramente mi porterà a migliorarmi giorno per giorno. Tutto quello che troverete in questo sito sono le emozioni che può provare chiunque abbia la mia stessa passione e la sappia sfruttare al massimo. Salendo sui monti ci siamo smarriti? Quel che più di ogni altra cosa ci può servire è la cultura Maggior conoscenza e maggior coscienza. |  Primi "Espluà"...
 La preparazione dei materiali
 Andrea e Michela (la sorella) al rifugio ai Caduti dell'Adamello
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